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Log Book · 11 di 38

watch 6

Data
ven 5 ott 2012
Turno
03:00 | 06:00 am.
Posizione
37°16’ N | 17°07’ E
Vento
NW 4
Run
267 Nml

Finalmente l’insieme uomo barca comincia a funzionare come  un organismo unico e sano.

I ragazzi si sono rimessi in piedi e sono anche ritornati a dormire in cabina questa notte.

La sveglia alle 02:45 me l’ha data Ale che per cortesia mi ha anche messo il latte sul fuoco…è notte fonda ed appena sveglio è bello buttare giù qualcosa di caldo.

La cosa controversa di questa barca è il fatto che il cockpit di comando è sul fly bridge a cinque metri dal livello del mare e soprattutto completamente isolato dal resto della barca che è sotto.

Dai due timoni istallati si può guardare l’orizzonte a 360°, controllare l’albero che è appoggiato sullo stesso piano di calpestio del fly, godersi il maestoso boma e tutti i rinvii dei circuiti delle varie scotte e drizze che giungono ai quattro imponenti tamburi neri dei winch 80 della Harken.

In realtà, di cosa ci sia al disotto di tale superficie, tolte le due punte degli scafi in lontananza che, quando il mare è mosso appaiono e scompaiono all’orizzonte del timoniere, non si potrebbe dire granché per descrive il resto della barca.

I due mondi, sono tenuti in vita ed alimentati da una sola scala esterna di passaggio come unica via tanto per le comunicazioni quanto per l’accesso.

Ho detto che questa disposizione è controversa perché ovviamente ha dei vantaggi e degli svantaggi, come tutto del resto, anche nella vita.

Lo svantaggio principale, rispetto ad un monoscafo “normale” è quello di stare troppo isolato anche dal mare stesso che appare sempre distaccato con una posizione di chi abita il fly quasi snob rispetto all’elemento ospite, ma si è lontani ed isolati di fatto anche da tutti gli altri membri dell’equipaggio e dalla vita di bordo in genere, che specie di giorno si svolge sotto i nostri piedi. Anche, la cena delle 17:30, il momento più sacro che su una barca normale si celebra tutti insieme perché il pozzetto è quello è, su questo “multistrato” obbliga il timoniere di turno a mangiare da solo quando smonta…

Tutto questo come anche tutto il resto che ho raccontato e racconto è viziato come sempre dal punto di vista, che se cambiato porta a vedere anche in questa situazione qualcosa di positivo…

I vantaggi sono infatti che, quando sei di turno al timone, tutto il resto scompare e tu con quei quattro neuroni che ti sono rimasti liberi per i tuoi pensieri, puoi immaginare di essere da qualsiasi parte nel mondo.

Quando sei al timone, quella solitudine ,se ricercata e piacevole, diventa assoluta e totale, trasformando quelle tre ore, ogni volta, in una possibile esperienza e comunque in un cortometraggio con una trama, una storia ed un epilogo.

Questa volta l’aria è piacevole, la cerata nuova finalmente mi copre con il colletto anche le orecchie e il cappellino fa il resto, il cielo è terso e pieno di stelle e la luna a quasi piena illumina tutto attorno il mare.

Siamo al punto intermedio tra la Sicilia e la Grecia a metà strada da questa prima piccola “traversata” ad un giorno esatto di navigazione da ambo le nazioni.

La barca va a motore solo con la randa tutta fuori, Ale mi ha passato le consegne ma si è fermato con me perché finalmente, sentendosi un po meglio e complice la fantastica nottata, abbiamo colto l’occasione di fare anche due chiacchiere personali… d’altronde è cosi che ci si conosce lentamente in barca.

Poi, ad un certo punto abbiamo incontrato in lontananza una nave in apparente rotta di collisione con la nostra, allora ho preso lo spunto per analizzare insieme a lui la situazione e fare tutta una serie di passaggi in merito alle procedure,ed alle modalità con le quali questa “sezione” del watch va gestita.

Non è uno scherzo e la sicurezza in mare è la prima cosa, accertarsi di evitare di farsi affettare da una petroliera è cosa ancora più prioritaria rispetto alla prima cosa….insomma, non si scherza un cazzo.

Io ne sono testimone vivente ma ce ne sono tanti di casi scuola in cui, per approssimazione o trascuratezza, barche a vela sono affondate in pochi secondi per collisioni con navi mai troppo accorte, che non vale la pena nemmeno porsi il problema.

Prima cosa cercare di mantenere una rotta non troppo ubriaca e che dia adito a dubbi a chi ci osserva da un radar, specie se si va a vela, in modo da permettere con ampio anticipo alla nave di individuare esattamente la rotta che noi stiamo percorrendo; Essendo la precedenza, in linea di massima delle barche a vela,  sono loro che dovrebbero manovrare per evitarci, ma la prudenza non è mai troppa perchè a volte questo non succede e quindi conviene stare con gli occhi sgranati e monitorare tutta l’evoluzione delle traiettorie…in questa dinamica, conoscere il significato delle luci ed avere il giusto tempo di osservazione sono i migliori strumenti a nostra disposizione per fare all’occorrenza la nostra parte.

Senza entrare troppo nel merito della descrizione dell’evento incrocio nave che, con la mia capacità di sintesi potrebbe diventare un libro a parte, dal momento che sono già le 07:40 ed io vorrei andare a dormire un po’, diciamo che nel giro di una mezz’ora, abbiamo archiviato la pratica con successo ma quel che è più importante spero di aver trasmesso ad Ale il vero senso di quello che abbiamo vissuto e commentato, perché sono proprio le persone meno esperte che, se non ti vengono a svegliare per chiedere e prendono l’iniziativa, spesso possono fare la scelta sbagliata come una volta è successo anche a me...e sinceramente da allora tendo a non sfidare più la fortuna che sempre si è presa tanto cura di me nella mia scapestrata esistenza.

Dopo questo episodio il vento è cambiato e abbiamo aperto anche la tormentina dal momento che il Genoa è fuori uso almeno fino a Barcellona,  tuttavia pur puntando Messina con una rotta di circa 350° il vento che prima veniva da SW, lentamente ha girato in senso orario passando da W a NW addirittura, fino al punto che tempo la fine del mio watch, stavamo facendo rotta per la Croazia con prua impostata a 30°.

Quando ho chiamato la Manu per il suo turno, mi sono fermato un po’ con lei tanto a chiacchierare tanto a vedere sto vento dove volesse andare ed infatti dopo poco, con il capitano, abbiamo deciso di virare ed almeno percorrere una rotta più utile con prua a 280°.

In realtà l’alba l’avrei dovuta vedere io in questo turno se non fosse che i watch sono stati impostati sull’orario greco che è un ora avanti e quindi mi è sfuggita di turno e per aspettarla mi sono messo a scrivere, ma dopo ca, 30 min la Manu mi è venuta a chiamare perché c’erano delle luci non meglio identificate.

Quando sono risalito sul fly le luci erano ancora troppo lontane in realtà per capirci qualcosa, ma con il binocolo gli indizi erano chiari…due luci bianche a ca, 20° a sx della nostra prua…una più alta dell’altra, e quella più bassa a destra di quella alta… risoluzione: E’ una nave e la sua rotta è possibilmente coincidente con la nostra!

Quindi abbiamo inserito il pilota automatico e rifatto la stessa procedura fatta con Ale prima, fino al superamento del problema, anche se in un altro modo, con buona pace di tutti i cuori.

Io sono molto “sensibile” al tema delle navi per quelle che sono state le mie esperienze, probabilmente sarei stupido se non lo fossi ed è per questo che non tralascio mai occasione per mettere l’accento su un aspetto fondamentale tanto per la propria quanto per la sicurezza di tutti i membri dell’equipaggio che ignari, in quel momento dormono avendo messo la loro vita nelle nostre mani.

Quindi la conclusione del film recita che tutti vissero felici e contenti, Ale e Manu hanno imparato una lezione pratica che sono sicuro sarà importante per loro, io anche perché non si fanno mai sufficienti esperienze in tema e l’alba sta coronando il tutto dal momento che sono le 7:48 (6:48 in italia) e dall’oblo a pelo d’acqua della mia cabina, mentre scrivo vedo il cielo velarsi di rosso…è ora, sta albeggiando e considerato che sono sveglio, vado su a godermi questo ennesimo spettacolo…

D’altronde non è una vacanza ed è una vita dura, ma se l’ho fatta e continuo a farla quando mi è possibile è anche perché la Mastercard funziona solo per alcune cose, per il resto questo è esattamente tutto quello che voglio e di cui ho bisogno….

Buona giornata anche a voi….