Intro
Oltre l'orizzonte
Andare per mare così, rappresenta per me un set di valori e regole che mettono la vela al centro di tutto e rendono il resto un complemento relativo poiché tutto si condensa nella magica alchimia che vento, mare, barca e uomo riescono a riprodurre con una rara sensazione di completezza.
Quanto descritto quindi è solo la cornice, sono solo le regole del gioco, in realtà poi, sono tutti i tramonti, le albe, i delfini, i gabbiani, i venti dolci ed urlanti, la solitudine, l’introspezione, il dolce cullare del rollio della barca, l’acqua che accarezza velocemente lo scafo sibilando…insomma esiste un mondo di ragioni per cui sottoporsi a questo 41bis, vale la pena ogni volta…almeno per me.
E’ anche vero che la maggior parte delle persone che vive questa esperienza a tal modo li ho visti sbarcare o sbarcati prima ancora dell’arrivo e quelli che sono arrivati li ho visti tutti fuggire a gambe levate, ma solo pe un motivo…prima o poi si sono fatti tutti la stessa domanda: Ma perché devo subire tutto questo? e la loro risposta non è stata la mia…
Ho avuto il sentore che la vela ed il mare fossero un pezzo mancante al mio viaggio di questa vita da quando per la prima volta ho accettato di prendere quasi per scherzo, ormai diversi anni fa, un passaggio a volo su una barca a vela di amici che transitando da Sapri, facevano rotta verso una settimana di escursioni subacquee alle Eolie.
Ricordo la prima volta che mi sono seduto al timone c’era ancora la luce, e la prima volta che mi sono alzato sarebbe albeggiato di li a poco lasciando quel timone solo per chiamare gli altri per condividere una visione che, considerate le ore trascorse al timone, poteva anche essere considerata misitica: la sciarada di lava sul versante attivo dell’isola di Stromboli.
E’ questo infatti che mi affascina della vela, la capacità di vivere le esperienze a più livelli ed a varie velocità…c’e’ la parte racing, fatta di emozioni forti, paure, rischi, scelte giuste e sbagliate, ma poi ci sono interminabili ore di riflessione persi con lo sguardo rivolto all’orizzonte, tramonti ed albe la cui celebrazione è ormai uscita dai rituali del nostro quotidiano, un delfino che viene a salutarti, il buio pesto nella notte che amplifica la sensazione di precaria fragilità dell’essere umano, la luna che ti osserva dall’alto, quella temporanea impronta che lasciamo nel mare volgendoci alle spalle e che, come nella vita, ben presto si cancella per cedere il passo ad una nuova scia…
Magia pura, libertà senza compromessi, possibilità di imparare e crescere continuamente, giorno dopo giorno, ora dopo ora, onda dopo onda, perché in barca tutto sembra fermo e uguale eppure tutto evolve e cambia è solo il fatto di sentirsi parte di questo respiro ancestrale ci insegna che il viaggio, è qualcosa in più che spostarsi dal punto A al punto B, sempre!
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