DEALING WITH SEAhow to get from here to there...

Log Book · 22 di 38

watch 17

Data
mar 9 ott 2012
Turno
03:00 | 06:00 pm.
Posizione
41°25’ N | 07°24’ E
Vento
W 6
Run
865 Nml

Eccoci ci siamo, è la prima resa dei conti, lo sapevamo le carte del meteo parlavano chiaro, a seguito di una bassa pressione sull’Inghilterra nel golfo del Leone si è formato un vortice con venti molto forti e l’andamento vuole che nella zona in cui siamo noi il vento soffi dritto da W ed è li che stiamo puntando ma non possiamo perché siamo in barca a vela e le regole sono diverse, non si può avere tutto e subito, bisogna studiare la strategia giusta per sfruttare il vento e farselo amico affinché ci porti a destinazione…certo si potrebbe obiettare che sarebbe più facile mettere benzina, accendere il motore e procedere da punto A a punto B in linea retta è vero, ma sarebbe un altro sport e per mare come nella vita, esistono scuole di pensiero differenti, per il velista il percorso è sempre più importante dell’arrivo perché sicuramente sarà un’esperienza e non semplicemente un tempo tecnico di spostamento.

Si pensi a fare un viaggio di giorni in moto o in auto o giungere in poche ore con l’aereoplano…sono due mondi completamente diversi o almeno sono due modi totalmente diversi di vivere la stessa situazione, come nella vita, si può decidere di salire al timone ed affrontare quello che c’e’ l’ha fuori essendo pronti e disposti a combattere o si può decidere di rintanarsi in cuccetta, dove i soli rumori bastano a buttarci nel panico ancor prima dello sconforto.

Giù da basso nel confortante spazio circoscritto della cabina, non saprei come descrivere cosa si prova, ma di certo è qualcosa di molto simile all’essere bombardati mentre si è in corsa su un treno.

Probabilmente per la tipologia di scuotimenti e scossoni, quella di un treno iperveloce in grado anche di saltare, è la sensazione dominante, per il resto le bombe arrivano quando le prue si schiantano sulle onde che frangono costrette nel ristretto spazio  tra gli scafi.

Come sempre però esiste un aspetto romantico per cui prediligo queste situazioni un po’ “estreme”, quasi ispirate e che in un modo o nell’altro mi fanno sentire un po’ più vicino ai navigatori veri, quelli con la barba e di poche parole, capaci di guardare immobili l’orizzonte nel vento e che così hanno circumnavigato il globo con mezzi e strumenti oggi improponibili, vincendo la loro personalissima ed intima sfida con gli elementi grazie ad un amplificato ed accresciuto bisogno di andare oltre, sublimando il se per fondersi con il tutto.

Immagini del giorno · 09 :: Ottobre :: 2012