Log Book · 21 di 38
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- Data
- mar 9 ott 2012
- Turno
- 03:00|06:00 am.
Turno tranquillo e rilassante, vento forza 5 e direzione della barca migliore di quanto ci aspettassimo anche dal meteo che avevamo visto ieri, ma il vento crescerà a breve e la direzione non dovrebbe essere favorevole, ma si sa la vita vera, per fortuna, a volte riserva sorprese anche piacevoli.
Le previsioni viste alla partenza in Sardegna, i continui avvisi via radio inviati sul canale 19 ogni ora e l’assaggio nella notte ci confermano che stiamo andandoci a cacciarci nella coda della bassa pressione, ma lo facciamo consapevolmente cercando di sfruttare al massimo il vento fin quanto ce lo permetterà.
Sappiamo che c’e’ una burrasca la fuori ad attenderci nel futuro brece, ma è qualcosa che fa paura più come nome che come evento meteorologico poiché la consapevolezza e la conoscenza sono gli strumenti attraverso i quali, non certo con arroganza e senso della sfida, ma con umiltà e fiducia tutto si affronta perché fa parte del percorso, della vita stessa.
Chi va per mare impara a conoscere prima ed “usare” poi gli elementi, non ad evitarli perché è parte integrante della propria formazione e filosofia, conoscere ed approfondire tutto quello che riguarda la navigazione infatti è un percorso di crescita senza fine dove l’esperienza si sostituisce al dogma affinché l’impossibile per i molti diventi affrontabile, per altri.
Al timone in questo momento la sensazione non è quella di stare su una barca, ma su un treno lanciato a tutta birra su dei binari immaginari fatti di acqua che cerca di fendere e superare le onde con la sua inerzia ed il suo peso, ma il mare è fatto di onde corte, leggermente al traverso e con tutta le creste che frangono vigorosamente tra gli scafi, quando la prua risale l’onda e poi punta verso il cavo della stessa, genera colonne di spruzzi d’acqua che attraverso la rete sembrano geyser naturali…un festino per diavoli in piena regola.
Non siamo incoscienti e non è questo che vorrei trasmettere, niente arroganza niente massaggio all’ego, ma solo pura armonia, limpidità, consapevolezza di ciò che si è e dove ci si trova, il nome giusto a tutte le cose e una burrasca da tabù diventa semplicemente una complessa perturbazione caratterizzata da forti venti che hanno una origine, una direzione ben precisa ed una evoluzione nota e che permette a chi vuole di sfruttarla ancorché di scappare.
Non è mai il vento ad essere buon o cattivo, è la nostra capacità di “ascoltarlo” e di affrontarlo nel modo giusto che ne determina gli effetti, così come nella vita quotidiana ed i segnali che essa ci manda.
La differenza principale è la distrazione in terra o meglio la accresciuta concentrazione su questi indizi che in barca è naturale ancorché d’obbligo rispetto alla confusione di fondo che, nella vita quotidiana, il nostro tran tran maschera spesso con fuorvianti indicazioni.
Al momento abbiamo due mani di terzaroli alla randa, ed una alla tormentina e così messi siamo preparato ad avere vento fino a 35 nodi senza nessun problema…la barca è grande e stabile, e sullo strumento sotto un vento di 29 nodi leggo che ne facciamo quasi 9 e siamo di bolina piena al limite dei 60°…è fantastico.
E’ come un luna park, la prua si impenna sulle onde e poi ricade schiantandosi e tendendosi tutta come se fosse un cavallo anzi, una mandria di Mustang…ad ogni colpo lo schianto è sordo anche se io sul fly sento solo la parte bella della sinfonia, perché tra vento, ed altri rumori vari riesco a percepire l’armonia del momento che racconta di un equilibrio tanto precario quanto performante.
E’ finita finalmente l’ora di guardare 3 strumenti per navigare, è l’ora delle Valchirie e si corre, non c’e’ tempo per distrarsi il timone è in continuo movimento, è il suono nel vento sulle orecchie che mi dice qual è l’angolo giusto non il computer, lo sforzo sotto il timone mi dice quando cedere e quando recuperare…il timonare in certe situazioni è qualcosa che attiene solo all’istinto, non può transitare dalla ragione, non c’e’ tempo, è come quando si corre in moto o in macchina, decine di micromovimenti che sono ormai stati sublimati dalla coscienza e sono diventati istinto consolidato…azione e reazione, la massima sintesi per ciò che lega la causa all’effetto.
L’unica cosa che veramente mi manca su questa barca è il rollio della bolina, che è quanto di più godurioso per me al timone, sentire la barca sbandata e veder correre l’acqua veloce lambendo la falchetta è qualcosa di impareggiabile
ed anche se non è assolutamente paragonabile al comfort di viaggio di un catamarano, questa sensazione rimane per me uno dei piaceri della vita.
Il trip da giostra dura tutto il turno e credo che continuerà ancora un poco dal momento che scientificamente prima gli stiamo puntando con il naso dentro e poi vireremo per utilizzare lo stesso vento di rimbalzo sulla perturbazione ed allontanarci con sicurezza.
Non è un gioco certo, ma l’essere qui per me è una scelta consapevole e l’unico errore che veramente avrei fatto sarebbe stato trovarmi qui e non desiderare di esserci ma sono felice proprio qui ed ora, di vivere quello che sto vivendo.
A presto, tutti questi rimbalzi non mi predispongono ad una lunga scrittura.