DEALING WITH SEAhow to get from here to there...

Log Book · 23 di 38

watch 18

Data
mer 10 ott 2012
Turno
00:00|03:00 pm.
Posizione
41°00’ N | 06°44’ E
Vento
W 6
Run
906 Nml

Sono le 3:30 del mattino e ho appena finito di bere il caffe’ che avevo preparato prima di montare di guardia.

Tutto procede secondo programma, il vento è salito fino a forza 7 per ca. ½ ora con alcune punte di 31 nodi ma in generale continua a rimanere stabilmente variabile su forza 6, quello che è cambiato da questo pomeriggio è il mare che si è disteso un attimo con onde più lunghe ma che comunque ti sorprendono all’improvviso infrangendosi sugli scafi o peggio proiettandoti di tanto in tanto su una cresta o in un cavo d’onda che pare di stare al timone di uno strano incrocio tra un carrarmato ed una moto da cross.

Timonare seduti è improponibile ed in queste situazioni pensare di iscriversi in palestra per tonificare i propri muscoli è velleitario dal momento che per il solo fatto di riuscire a stare in piedi e senza appoggiarsi troppo al timone, entrano in funzione e lavorano all’unisono una quantità di muscoli che nemmeno so di avere.

Stare al timone in un tempo così è assai duro, soprattutto per tre ore senza sosta, poiché il timone deve stare sempre in movimento poichè la barca non prende pace e sembra voler seguire nello spazio tutte le mille direzioni che il mare agitato le suggerisce in un continuo di poggia e orza per cercare di rimanere sempre sulla rotta prefissata.

Oltre una certa velocità, ad i normali tonfi e schianti dello scafo e cigolii vari, si aggiungono quelli aerodinamici ed il mezzo si anima cominciando a fischiare a seconda degli spostamenti indotti dall’assetto dell’isolotto in vetroresina.

Il fatto che a differenza di questa mattina ora non si veda il mare è un bene per certi versi, perché è una cosa in meno che può inquietare, come tutte quelle nella vita che non si vedono o di cui non si hanno notizie…non significa che non ci siano, ma affettano la nostra esistenza relativamente perché non le vediamo direttamente anche se poi ne subiremo comunque gli effetti.

E così, quando meno te lo aspetti, dal nulla parte una colonna d’acqua che ti investe improvvisamente e tu ti chiedi cosa fosse e da dove sia venuta, poi rifletti che sei ad almeno 5 metri sul livello del mare e quindi smetti di farti ogni domanda ed ignori il dato…proprio come si fa nella vita quotidiana, quando ci capitano cose apparentemente “irrazionali” la nostra mente le scarica in automatico forse solo per andare avanti più “tranquilli”.

La strategia che stiamo seguendo è quella del rimbalzo sulla perturbazione che avevamo visto al meteo e che ci aveva annunciato l’elicottero Francese che ad un certo punto ci ha raggiunto nel lulla delle acque territoriali della Corsica e che via radio ha effettuato un controllo…Attenzione, state andando incontro ad una brutta perturbazione con 30nodi di vento dritti sul muso…roger! Per quanto suona strano è quello che vogliamo, ma questo è meglio non dirlo, ringraziare e salutare…

Nonostante dobbiamo andare a Barcellona che in linea d’aria è solo un pelo più alta in latitudine rispetto a dove eravamo ieri, nelle bocche di Bonifacio, siamo stati costretti a fare almeno tre “bordi” per uscire dalle bocche, arrivare a lambire la perturbazione sfruttandola fin quando è stato possibile con rotta NW e quando non ce l’abbiamo fatta più abbiamo virato allontanandoci mura a dritta da quel inferno ed utilizzando quello stesso vento da W per puntare verso SW in direzione delle Baleari….esattamente come da programma.

A questo punto siamo già molto più bassi e poi saremo costretti a risalire ma il lungo bordo che dura da ieri lo terremo fin quando il vento non cala un po’ e soprattutto fin  quando come da previsione, non comincia a girare da NW permettendoci così di sfruttarlo ancora una volta per arrivare a vela a destinazione.

E’ buio, fa freddino ed io mi diverto come uno sciamannato…è questa la differenza per cui uno dovrebbe o potrebbe fare un lavoro di questo tipo, avere la velleitaria sensazione di poter lottare con degli elementi così potenti ed assoluti a bordo di una barca in porto tanto enorme che nello stesso tempo diventa uno scricciolo di noce a confronto di tanta immensità della natura.

La natura è così, è selvaggia ma onesta, ha poche regole e chiare, non perdona e non fa eccezioni ma ti lascia sinceramente la libertà e la possibilità di giocare la tua partita…non ti uccide per divertimento, di tutte le specie animali solo l’uomo è in grado di farlo…ecco perché amo il mare.

Non c’e’ cattiveria o violenza gratuita, quello che succede in una burrasca è un inferno dall’esterno, ma è anche semplicemente la manifestazione di una serie di fenomeni che coincidono in un evento e se affrontata in maniera consapevole, nei modi e con i mezzi giusti, allora con tanta umiltà ci viene data la possibilità di affrontarla e di superarla.

Il problema è che non c’e’ altro modo per vincere che non essere onesti, leali e consapevoli tanto verso se stessi quanto verso i propri limiti ma anche consci delle proprie virtù.

Il superamento della prova è solo una sequenza infinita di scelte giuste al momento giusto, con il supporto dell’esperienza, del cervello e del proprio istinto, probabilmente esiste quasi sempre una via di uscita e per altro qualora non ci fosse, il fatto di essersi infilati di testa nell’evento è sempre riconducibile alla propria responsabilità, vuoi per negligenza, vuoi per ignoranza, vuoi per arroganza…la natura non è cattiva.

Ribaltando questo concetto a terra e sostituendo l’elemento con l’uomo, tutto cambia nella maggior parte delle volte, le persone sane di mente, non dovrebbero nemmeno pensare di accettare la sfida perché la cattiveria, l’ipocrisia, la cinicità, un senso smisurato del proprio io…possono indurre il soccombente alle estreme conseguenza, perché il gioco è viziato dall’inizio, è come nel gioco d’azzardo, l’illusione di poter vincere serve da sprono ma alla fine il banco vince sempre.

Adoro tutto questo scuotimento, e la sensazione di sicurezza che induce la solida costruzione di questa barca, almeno fin quanto non la smantelleremo completamente secondo un processo lento e metodico che con questo tipo di viaggiare abbiamo innescato dall’inizio di questa avventura, per il momento con un assetto in queste condizioni ottimale con due mani di terzarolo alla randa ed uno alla tormentina viaggiamo a 6 nodi con 28 nodi di vento e la prua quasi dritta al vento, e la sensazione che ciò restituisce è di pura euforia…Rock & Roll!

Immagini del giorno · 10 :: Ottobre :: 2012