Log Book · 34 di 38
24 ottobre
- Data
- mer 24 ott 2012
Giornata intensa quella di oggi, come tutte per altro quelle vissute in tutte le sue 24 ore e ciò che forse è ancora più stimolante è che non è ancora finita.
Sono le 18:30 ed ho appena finito di mangiare il piatto dello Sciatore, un’altra fantastica invenzione di Ale che si stà scoprendo cuoco, come spesso accade a chi si cimenta per passione o necessità a cose che non aveva mai fatto prima.
Il piatto consiste in una considerevole quantità di patate saltate, delle salsiccine e due uova all’occhio di bue in cima…una bastonata che dopo un giorno di latente digiuno è come una manna, anche se chi ne fa le spese è chi monta di watch alle 18:00 ancora con l’ultimo boccone da mandar giù, il cpt in questo caso, deve fare i conti con uno dei watch meno graditi da tutti, nonostante l’orario comodo.
Sul mangiare in barca e sulla nostra nello specifico spero avrò tempo e modo di argomentare esaurientemente un dì, diciamo solo che si mangia spesso ma male con una dieta abbastanza ricca di zuccheri, burro, latte, uova e carboidrati, ma abbiamo anche la carne…
E’ ormai fatto buio e alle mie spalle c’e’ Cabo Espartel punta estrema a occidente del continente Africano…ancora una prima volta in 41 anni, ma andiamo per gradi….
Questa notte nel turno 06:00 | 09:00 ci siamo avvicinati a Gibilterra costeggiando la mitica Marbella nonché vivendo il primo momento di panico poiché mentre ero assorto a governare la barca con quattro neuroni e a vedere la coreografia messa in atto dalle oltre venti navi alla nostra sinistra con gli altri quattro, repentinamente complice la luna galeotta, la mia attenzione è stata presto distolta dall’avvistamento nel buio dell’orizzonte di una macchia nera che a grande velocità ci veniva contro da lontano, senza nessuna luce.
Con l’influenza ancora del contenuto del capitolo del mio libro “casualmente” letto ieri pomeriggio, ho imbracciato il binocolo per vederci chiaro e sorpresa delle sorprese, complice un po di luna, ho messo a fuoco un mega motoscafo senza nemmeno una lucina interna ma tradito comunque dalla sua posizione rispetto alla luna.
Questi avanzava in direzione opposta alla nostra e a grande velocità…a tal punto che nel dubbio che tirasse dritto o virasse all’ultimo verso di noi, avevo già sceso i primi gradini del Fly per chiamare il cpt, quando di colpo con una sua accostata alla Miami Vice, riesco a leggere sulla murata Guardia Civil…sembra un paradosso ma che sollievo, dal momento che ero alquanto suggestionato nonostante fossi consapevole del luogo in cui navigavamo.
Nel tempo necessario a dire ad alta voce che avevamo visite appunto, il motoscafo era già sulla nostra poppa illuminato stavolta come un albero di natale ed io al timone con un bel faro puntato, tanto per gradire un po di protagonismo anche se in me è ancora vivido il ricordo della stessa scena ma con l’elicottero poco dopo aver lasciato la sardegna.
Per fortuna il tutto si è consumato velocemente e senza intoppi, via radio hanno chiesto dove andassimo e quante persone fossero a bordo ed in cinque minuti spente di nuovo tutte le luminarie del santo, si sono dileguati a poppa a grande velocità.
In realtà credo che dall’equipaggiamento che si vedeva, non mi sorprenderei se avessero già fatto una termografia e chiesto il numero solo per conferma, tuttavia una roba veloce, ma non per deboli di cuore e sicuramente una degna sferzata in un watch già interessante…
Nel giro di mezz’ora siamo arrivati alle porte di Gibilterra, che come tutti i posti di “confine” ha un che di caratteristico che spesso è nell’aria.
La notte ancora pesta, e tante luci di terra fanno da sfondo alle svariate luci delle navi che sono alla fonda praticamente dappertutto e tra le quali dobbiamo districarci per raggiungere la banchina per il rifornimento.
Gibilterra infatti, oltre ad essere il punto di maggior prossimità tra i due continenti, è anche una colonia inglese ed un paradiso fiscale, quindi tax free con tutti i benefici che ne consegue per chi viene ad acquistare qui.
Il gasolio ad esempio costa ad oggi, 1,17 euro/litro, motivo per il quale alle 6:45, dopo aver risalito tutta la parte del porto industriale, abbiamo attraccato al buio in uno di quei posti che sembrano uguali dappertutto.
L’ormeggio è stato perfetto nonostante i 17 nodi che sferzavano lateralmente la barca, ma il cpt sa il fatto suo, ed anche noi abbiamo fatto la nostra parte correttamente ed i ringraziamenti di rito a fine operazioni, sono una delle cose più sincere sempre, perché quando si ormeggia correttamente e senza danni è sempre in parte merito di tutti.
A questo punto tutti sono andati a dormire perché la pompa non avrebbe aperto prima delle 09:00, mentre io sono rimasto sveglio per “dovere” aspettando l’omino…
Alle 09:00 come da programma è arrivato ed abbiamo subito proceduto con il rifornimento, per un totale di 1126 litri nei serbatoi e 100 nelle taniche, tuttavia siccome la moneta corrente è la sterlina, per risparmiare sul cambio il cpt si è allontanato andando in banca per prelevare il contante e nel frattempo io ho cominciato a fare amicizia con il ragazzo del distributore che con fluente inglese dava risposte alle mie curiosità, tuttavia non appena nel discorso è scappato che lui era spagnolo alla mia proposta di switchare sulla lingua Iberica lui si è trasformato, ha preso entusiasmo e nel porsi è risultato assolutamente più complice, non tradendo lo spirito di appartenenza che in qualche modo legava me marinaio qualsiasi a lui impiegato qualsiasi ritrovati in un idioma comune che in quel momento sembrava marcare il confine tra gli uni e gli altri…
Non deve essere privo di frustrazione vivere in questi contesti di poveri ricchi, guardando continuamente dalla “vetrina” e questo disagio, questa celata rabbia, era tradita dalle sue parole, nonostante vivesse per lavoro a Gibilterra da oltre dieci anni.
Per fare il pieno ai due serbatoi, ci è voluta quasi un ora con la pompa che non poteva essere bloccata come si usa per il pieno poiché essendo il condotto del serbatoio evidentemente piccolo o la pressione della pompa evidentemente elevata, la sicura scattava ogni tre per due e quindi per evitare che il gasolio trabordasse, come di solito succede, con una postura alla Clint Eastwood sono rimasto in posizione con il grilletto mezzo schiacciato modulando l’uscita del carburante fino al completo riempimento.
Risultato, due serbatoi pieni e almeno una costola “inclinata” infatti per fare un lavoro di fino come al mio solito, mentre camminavo sul bordo esterno della poppa utilizzando come appoggio per le scarpe un “dente” di legno di non più di tre centimetri, complice la rugiada mattutina…opsss, il resto è immaginabile, in un baleno mi sono trovato a scivolare nel vuoto ma con prontezza mi sono ridossato alla ringhiera di poppa con il braccio passando però prima per le costole e con quella classica non chalance di chi tenta si sminuire certe figure, mi sono guardato attorno ed accertatomi che i due non mi avessero visto, facendo finta di niente, ho conquistato la mia cuccetta dove mi sono sdraiato senza respiro, ma ciò che è stato peggio è che nel ripensarci sono scoppiato a ridere e li è venuto fuori il vero dolore…poco male tanto per le costole non si può comunque fare niente, quindi passerà con il tempo e poi non ho con chi prendermela!!!
Mi sarebbe piaciuto fermarmi e vedere la città poiché ha delle attrazioni sia storiche che di tipo animale come una particolare specie di scimmia che vive nella parte alta del territorio.
Felice di poter parlare con qualcuno che non fosse il solito cliente snob o comunque non dedito alla chiacchiera, l’ormai amico mi ha spiegato che viveva e lavorava per questa compagnia da dieci anni ma che era spagnolo, che il territorio di Gibilterra, accuratamente cinto da mura misura solo ca. 6 kmq ma che ci sono 30.000 abitanti e 100.000 aziende, un numero spropositato dal momento che non vi sarebbe lo spazio fisico per contenerle a meno delle magie della finanza, poi mi ha anche spiegato che la convenienza che un tempo era impressionante, oramai si riduce quasi sempre alla mera esclusione delle tasse e quindi con ribassi su prezzi correnti di ca, il 20 / 25 % .
In tutto questo Ale e Manu sono rimasti a dormire e quando il cpt è tornato, in dieci minuti siamo ripartiti…
E’ sempre difficile “tradurre un impronta fresca” e descrivere un posto, specie quando vi arrivi di notte e ne scappi alle prime luci con la pioggia, ma il calore di quell’incontro mi ha lasciato un buon sapore e prima o poi tornerò in questo luogo fosse solo per vedere meglio la pista dell’aeroporto che taglia l’istmo da una parte all’altra!!! Pare addirittura che, per motivi logistici, ci sia una strada urbana che attraversi ortogonalmente la pista che, dotata di regolari passaggi a livello, viene chiusa ogni qualvolta un aereo decolla o atterra….!?!
Il saluto all’Africa ed all’Atlantico sono un crescendo Vivaldiano, il cielo continua ad essere grigio da Gibilterra in una di quelle giornate che quando le intravedi dalla finestra la mattina avresti solo voglia di girarti dall’altra parte.
Io sono emozionato perché è la mia prima Africa, il primo vero contatto con un continente per me sconosciuto…dopo aver gustato il benvenuto del vento da Ovest discendendo il primo tratto fino a Cabo Espartel con una bolina accettabile sullo sfondo di un territorio caratterizzato da una costa di terra e roccia con una rigogliosa vegetazione, qualche spiaggia di sabbia ed alcuni insediamenti cittadini in lontananza…
Non so bene cosa mi aspetti e cosa vorrei vedere dal momento che il primo stereotipo che mi manca in associazione a questo territorio è il sole anche se qui siamo ancora troppo vicini all’influenza europea, lo stretto non è poi così “largo”.
A Cabo Espartel, caratterizzato da un graziosissimo faro ben tenuto a picco sul mare, svoltato l’angolo e puntando decisamente più a sud, ancora una volta in barba alle previsioni il vento ci è stato favorevole quasi a voler dar bene la prima impressione…ma era solo perché tanto il vento quanto il mare si stavano attardando alla cerimonia di benvenuto per cambiarsi d’abito ed indossare quello più maestoso e di rappresentanza di sua eccellenza l’Atlantico.