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Log Book · 37 di 38

27 ottobre

Data
sab 27 ott 2012

Se è vero come è vero che alla tempesta segue sempre il bel tempo, questa mattina è eccezionale.

Il mare ancora piatto della baia di Mohamedia con il lungo abbraccio della sua spiaggia sabbiosa ci dà il buongiorno.

Io sono stato a scrivere fino alle 05:00 alla faccia dei turni, ma finalmente il mare calmo mi ha reso agevole ciò che in questi giorni è stata un’impresa.

Contrariamente agli accordi di ieri sera e come da copione, stamane il cpt, ha deciso di ripartire a volo subito dopo la riparazione della randa e così è stato anche se purtroppo non ho potuto scendere a terra per fare la mia esplorazione.

Non sono loquace in questi giorni, e inoltre mi fanno male le costole e quindi non posso ridere e questo mi pesa perché sto facendo un duro sforzo nel recitare la mia parte di uomo felice.

Sono stanco e seccato di questa pantomima prezzo più alto per questa traversata e devo aggrapparmi alla mia ferrea forza di volontà per non tirar giù la maschera e spiegare al cpt. la mia visione delle cose che da anni in silenzio mi trascino pesantemente.

Sono uno che accetta le regole ed i ruoli, e l’essere qui in questo momento ne è per me la concretizzazione più palese, pur tuttavia ho sempre pensato e penso che tutti dovrebbero avere dei limiti nel porsi, diversamente siamo noi a dover marcare il territorio.

Sbottare a questo punto significherebbe perdere, quindi quello che in automatico sta succedendo è che io sto somatizzando la mia insofferenza e lui se ne accorge e mi viene sotto preoccupandosene, ma è come per certe persone, si spaventano quando urli ma non comprendono che è solo il sintomo di qualcosa che è ben più importante e quindi si focalizzano per comodo sull’effetto e non sulla causa.

Oggi comunque non ho voglia di fare niente quindi così andrà, mi sono limitato a dare una mano a ricoprire il gommone ad Ale e niente più per il resto, tutto quello che mi ha detto è caduto nel vuoto al punto che si è dovuto fare tutto da solo così poi si è sentito anche molto contento di se come in una specie di perversa masturbazione dell’ego.

E’ proprio che io in certi momenti, passata la mia misura, non voglio vedere e sentire niente e nessuno e questa è la mia unica condizione, e non conosce eccezioni.

Ben presto siamo ripartiti alla volta finalmente di Agadir per evitare di rimanere schiacciati come topi nella prossima perturbazione che si sta avvicinando e che ci riproporrebbe un copione quantomeno seccante.

Il mare si è disteso, il sole è splendente ed il mio primo watch è fantastico, mentre la silouette di Casablanca sfila alla nostra sinistra, con la musica giusta, le vele piene e 6 nodi di velocità, finalmente mi torna in mente perché io, è così che vorrei vivere per un tempo della mia vita...

C’e’ una grande moschea credo, quasi sull’acqua che tipicizza anche da forte distanza la cittadina di Casablanca.

Gli uccelli però sono la cosa più fantastica, in formazione di 4 o 5 ci sfilano a destra e sinistra come se fossimo nel mezzo di una via di migrazione, non conosco purtroppo le specie ma sono sempre le stesse tre, più o meno, che ho potuto riconoscere anche durante il mal tempo.

Il cielo è terso nella volta ed a coronamento dell’orizzonte sui 360°, ci sono delle bellissime formazioni nuvolose nelle quali è un piacere perdersi a riconoscere le forme.

La musica giusta che esce dagli altoparlanti fa il resto, donando compiutezza a questo momento.

Siamo tutti più sereni e felici, anche il cpt perché quei due giorni ci avevano veramente stancato.

Durante il watch è salito a trovarmi e, poggiandomi la mano sulla spalla mi ha detto, sai che stavo proprio per mollare la spugna, non ce la facevo più a sopportare tutto quello sbattere, stavo per dirmi che non ne valeva più la pena !!!

Che strano, ho commentato nella mia testa, come per tutti gli uomini, l’ago della bilancia nella vita sia spesso determinato da questo fattore…

La Manu ha preparato la cena a base di costolette e peperoni, molto buona e consumata in armonia tutti insieme dal momento che il mare è una tavola e l’orizzonte è infinito.

Per il resto me ne sto in cabina evitando contatti e chiacchiere, oggi il cattivo tempo è dentro di me e va bene così.

Particolare interessante che per tutto il pomeriggio e ancor di più dopo il tramonto la barca è accompagnata da almeno una trentina di uccelli che ci fanno sentire un peschereccio…infatti il cpt, ha subito ripreso Ale accusandolo di aver dato loro da mangiare, quando in realtà abbiamo poi capito che grazia alla luce verde di via, essi riescono evidentemente a vedere meglio gli sventurati pesciolini che nuotano in superficie o al contrario questi ne sono attratti…fungendo tecnicamente da lampara.

L’immagine è bellissima da vedere, ma adesso che è notte, è al limite dell’inquietante vivendo una  scena di ispirazione alla Hitchcock e con la speranza che non decidano di infilarsi in barca, anche in considerazione del fisico da polli che queste graziose bestiole sfoggiano seppur con grazia da uccelli.

Alle 24:00 comincia il mio turno e sono sicuro che sarà bello e rilassante, anche perché sarà già domani…