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Log Book · 14 di 38

watch 9

Data
sab 6 ott 2012
Turno
06:00 | 09:00 am.
Posizione
38°52’ N | 14°31’ E
Vento
SE 1
Run
440 Nml

A volte ci concentriamo, perché è nostro dovere mantenere una rotta ben precisa pur sapendo che fisiologicamente,  in barca come nella vita, essa altro non è che una continua compensazione di timone tra il poco più ed il poco meno dei gradi imposti dal nostro obbiettivo. Tuttavia l’affidabilità di tale processo è data dal livello di attenzione e sensibilità con il quale si governa ma, per giudicare infine il nostro “andamento”, la cosa più semplice e veritiera, è quella di girarsi ed osservare la propria scia…è lei infatti che, per  mare, conserva la memoria reale della nostra rotta.

Il risveglio non è stato dei migliori, alle 05:00 fuori era ancora buio e i soliti crampi mi hanno dato il buongiorno, ma questa volta non sapevo nemmeno come puntare la gamba perché sinceramente non sapevo nemmeno di averli quei muscoli..forse lo stare in piedi per tanto tempo o il fatto che bevo poca acqua chissà, tanto è un tormento che mi affligge da diverso tempo e sicuramente è uno dei modi peggiori di svegliarsi, che riesca a ricordare a parte gli incubi forse.

La mattina è di quelle dal freddo invernale un po’ pungente che ti fa venire voglia di girarti dall’altro lato piuttosto che vestirsi e andare fuori a fare la sentinella al mare.

Tuttavia questo turno è fantastico perché stiamo attraversando le isole Eolie e in un paio di ore sorgerà il sole giusto alle spalle della nostra prua che oggi e per due giorni segnerà 300° puntando dritto alle bocche di Bonifacio.

Mi sono vestito a strati con i sottoindumenti, un pile e sopra la cerata nuova che finalmente dopo tre anni di religiosa attesa nell’armadio, si sta rivelando come l’accessorio ideale per questo lavoro.

E’ dura ad ingranare eppure come turno è uno dei migliori dopo quello più pesante di ieri, cmq prendo il posto al timone e congedo il buon Ale che ancora ignaro, continua a fare i watch di notte in pantaloncini e infradito accumulando nel frattempo umidità e freddo pericolosi per una maratona come la nostra, e spero se ne accorga e cambi rotta prima che sia troppo tardi.

Il vento è scomparso, alla mia dx c’e’ Stromboli e Vulcano alla mia sinistra, che incanto queste isole come monoliti

emersi dal mare trasmettono eternità nella quiete di un tempo come sospeso…ricordo ancora la prima esperienza in barca a vela quando arrivai di notte a Stromboli da Sapri con rotta SE e dopo 10 ore di timone mi parve di avere le allucinazioni quando vidi nel buio il vulcano eruttare fuoco nel buio pesto…che ricordo indelebile e che sprono continuo a tornare da queste parti che è stato.

Il cielo sta schiarendo tingendosi delle sfumature calde del rosso mattiniero che inesorabilmente da Est ogni giorno reitera uno spettacolo unico che in questi posti ed in questo contesto acquista ancora più spessore.

Il vento è scomparso, e procediamo solo con la randa ed un motore a 1500gg facendo ca 6 nodi, ma quel che è più snervante è cercare di mantenere la rotta con la ruota del timone.

Infatti un’altra prerogativa di questo viaggio è quella di non usare mai il pilota automatico ed il perché è un dogma come tanti altri che rimangono a cura del capitano e sul quale non voglio nemmeno discutere poiché sarebbe tempo perso.

Il mare è un olio ed il cielo vi si specchia dentro creando un effetto di continuità tra i due elementi…che compiutezza.

Il pachiderma, come tutte le barche a vela per altro, non si guida come una macchina anche se il principio è simile…come tutti i mezzi a “vento” la guida di una barca non può essere condotta in maniera brusca ed irruenta, ma deve essere morbida e fluida nei movimenti del timoniere per poter trasmettere delicatamente le proprie intenzioni al timone che avrà l’obbligo di aggiustare la rotta poggiando o orzando quel tanto che basta per ritornare sulla rotta prefissata.

Il problema di fondo è che tutto quello che va per mare e per cielo, si guida di anticipo sull’effetto, per via dell’inerzia in mancanza di un attrito apprezzabile (per tagliarla a fette grosse ovviamente)…se devo “girare” da una parte, dovrò dare timone in quella direzione, ma prima che la bussola mi confermi la rotta con il numero esatto io dovrò aver già interrotto il comando al timone prima, avendo con questo saputo stimare la “corsa” restante che il mezzo farà di abbrivio proprio per completare il movimento fino fermarsi nella direzione desiderata.

In sostanza una barca fisiologicamente non può seguire una rotta lineare anche se equilibrata e questa non lo è, sia perché è spinta da un solo motore al momento e sia perché l’effetto raddrizzante della randa senza una vela degna a prua che compensi, obbliga a continui e maniacali aggiustamenti.

Ovviamente dovendo passare tre ore per volta al timone, ognuno si ingegna e “pensa” come fare per non farsi dare dell’ubriaco dal Gps, tuttavia non è compito semplice…io preferisco avere un riferimento esterno come una nuvola o una stella, piuttosto che la bussola dal momento che con un riferimento esterno è più semplice stimare la velocità di “abbrivio” e dosare così il timone affinché possa fare su di esso, interventi minimi e non continui, dandole il tempo di danzare, anzi di cullarsi da una parte e dall’altra complice anche il moto ondoso e facendo in modo che mediamente la rotta sia quella che devo mantenere.

E’ per watch come questi che poi ti guardi dentro e pensi che per quanto tutto questo costi caro in termini di energia e sopportazione, l’essere qui in questo momento è una gioia indescrivibile e sicuramente mi riconcilia con tutto il resto.

La fine del watch arriva presto ed altre tre ore sono volate…sereno e soddisfatto, cedo il timone ad Ale.

Immagini del giorno · 6 :: Ottobre :: 2012